Aree Protette - Provincia Autonoma di Trento

 
PROVINCIA AUTONOMA
DI TRENTO
 
 
 

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Uno strumento nuovo, per gestire e valorizzare le aree protette in modo più efficace e con un approccio dal basso, attivato su base volontaria dai comuni in cui ricadono sistemi territoriali di particolare interesse naturale, scientifico, storico-culturale e paesaggistico. E' questo, in sintesi, il senso delle reti di riserve, introdotti con la L.P. 11/07 "Governo del territorio forestale e montano, dei corsi d'acqua e delle aree protette" che ha convertito in termini istituzionali il concetto di rete ecologica e di coerenza di cui parla la Direttiva Habitat.

N. RETE DI RISERVE PROGETTO DI ATTUAZIONE ACCORDO DI PROGRAMMA PIANO DI GESTIONE NOTE
1 Brentonico
X X (2008) Approvato In fase di
ampliamento
per la costituzione
della RR 1.bis Baldo
1 bis Baldo
In corso Previsto entro 2012    
2 Bondone
X X (2008) In corso di redazione In fase di
ampliamento
per la costituzione
della RR 2.bis
Bondone-Cei
2 bis Bondone-Cei
      1
3 Cembra
X X (2011) In corso di approvazione  
4 Basso Sarca
X X (2012)    
4 bis Alto Sarca
      2
5 Ledro
In corso Previsto entro 2012    
6 Destra Avisio Fiemme
In corso Previsto entro 2012    

NOTE:
1. I Comuni di Trento, Cimone, Garniga, Terlago e Villalagarina nel mese di aprile 2012 hanno dichiarato l'intento di avviare il processo di allargamento della rete di Riserve del Bondone ai propri territori.
2. La Comunità di Valle delle Giudicarie sta promuovendo il processo di adesione alla costituzione di una rete di riserve complementare a quella del Basso Sarca, nella direzione del Parco fluviale del Sarca.

LEGENDA:
Fase 1: la rete di riserve è in fase di incubazione. I comuni o le comunità hanno avviato formalmente il processo di istituzione e stanno predisponendo la documentazione tecnica
Fase 2: la rete di riserve è stata istituita a seguito della stipula dell'accordo di programma. Manca ancora la piena operatività degli organi e il piano di gestione
Fase 3: la rete di riserve è matura. Gli organi della governance sono operativi ed è stato approvato il piano di gestione.

RETI OPERATIVE

1. Rete di Riserve di Brentonico

Istituita nel 2008, la Rete di Riserve dal 2009 è dotata di regolare piano di gestione, rendendola pienamente operativa. Nel corso del 2011 il Comune di Brentonico ha assunto l’iniziativa di allargare la Rete ai comuni limitrofi (Ala, Avio, Brentonico, Mori, Nago-Torbole) per costituire la rete di Riserve del Baldo; attualmente è in corso di definizione il Progetto di attuazione da parte del Comune di Brentonico ai sensi dell’art. 47 della L.P.11/07, propedeutico alla stipula dell’accordo di programma, prevista entro il 2012. L’elaborazione del Progetto è accompagnata da un’intensa azione di informazione nei confronti delle Amministrazioni e delle associazioni del territorio.
documentazione e delibera

RETI ISTITUITE

2. Rete di Riserve del Monte Bondone-Soprassasso

Istituita nel 2008, nei primi anni la gestione della rete di riserve è stata attuata tramite l’Azienda forestale di Trento e Sopramonte; nel corso del 2011 il Comune di Trento ha affidato l’incarico di elaborazione del Piano di gestione, attualmente in corso. È allo studio l’allargamento della rete di riserve ai Comuni limitrofi, in particolare Terlago, Garniga, Cimone e Villalagarina.
documentazione e delibera

3. Rete di Riserve Alta Val di Cembra-Avisio

L’Accordo di programma che sancisce la nascita della rete di Riserve è stato siglato il 30 settembre 2011 con 5 Comuni: Grumes (capofila), Capriana, Faver, Grauno, Valda, e con la Comunità della valle di Cembra, la Magnifica Comunità di Fiemme e l’Asuc di Rover-Carbonare del Comune di Capriana. La rete di Riserve comprende 4 riserve naturali/ZSC, 8 riserve locali e una porzione dell’area di protezione fluviale del Torrente Avisio, corrispondente ai cinque territori comunali. Sono stati individuati inoltre i corridoi ecologi funzionali alla corretta gestione della biodioversità. Contestualmente è stato adottato il Piano di gestione, che sarà approvato definitivamente nel 2012.
documentazione e delibera

4. Rete di Riserve Basso Sarca

Il lungo percorso istitutivo della Rete di Riserve del Sarca - Basso corso, è culminato con la sottoscrizione dell'accordo di programma avvenuta il 28 settembre 2012, ad Arco.
Partecipano all'accordo i 4 Comuni dell'Alto Sarca (Arco, Dro, Nago Torbole e Riva) promotori del percorso partecipativo sul Parco fluviale avviato nel 2009, i Comuni della Valle dei Laghi (Calavino, Cavedine, Lasino, Padergnone e Vezzano) e le corrispondenti Comunità di Valle dell'Alto Garda e della Valle dei Laghi. Il capofila designato è il BIM del Sarca.
documentazione e delibera

RETI IN FASE DI STUDIO

4-bis. Rete di Riserve Alto Sarca

È stata siglata un'intesa tra la Comunità di Valle delle Giudicarie, il BIM del Sarca e tutti i comuni rivieraschi dell'Alto corso per l'avvio del processo di istituzione della Rete di Riserve dell'Alto Sarca, in vista di un ambizioso obiettivo di istituzione del Parco Fluviale del Sarca: un progetto di valenza nazionale se si considera solo il fatto che alle due estremità troviamo il ghiacciaio dell'Adamello e il lago di Garda, i più grandi d'Italia.

Nota: in data 26 giugno 2012 è stato approvato e firmato il Protocollo d'Intesa per la realizzazione del "Parco Fluviale del Sarca" con l'obiettivo di:
1. "impegnarsi ad intraprendere un percorso unitario verso la realizzazione della Rete di riserve/Parco Fluviale del Sarca";
2. "condividere la proposta di realizzare un unico piano di gestione per le due Reti di riserve/Parco Fluviale - del Basso Sarca e dell'Alto Sarca - nel caso in cui le Amministrazioni dell'Alto Sarca giungano alla definizione dell'Accordo di programma entro il mese di dicembre 2012".
Testo del Protocollo d'intesa per la realizzazione del "Parco Fluviale del Sarca".

5. Rete di Riserve della Val di Ledro

Il Comune di Ledro, in qualità di capofila, ha incaricato il Museo di Scienze di elaborare il progetto di attuazione della Rete di Riserve della Val di Ledro che coinvolge anche i Comuni di Riva, Tenno, Bondone e Storo. Giunto alle fasi finali il lavoro tecnico, in questa fase sono attivi i tavoli di confronto con il territorio, in vista della stipula dell'Accordo di programma entro dicembre 2012.
Questo progetto ha il compito di approfondire anche l'ipotesi di un parco agricolo di fondovalle.

6. Rete di Riserve Fiemme-Destra Avisio

Per iniziativa di 10 Comuni della Val di Fiemme, la Magnifica Comunità di Fiemme ha assunto l'incarico di predisporre un Progetto di attuazione preliminare alla stipula di un accordo di programma per l'istituzione di una nuova Rete di Riserve, la cui stipula è prevista entro la fine del 2012.
La "Rete di Riserve" Fiemme-Destra Avisio potrebbe coinvolgere 6 ZSC (con 7 S.I.C. della rete europea Natura 2000), 18 riserve locali e l'area di protezione fluviale del medio Avisio, per un totale di oltre 5500 ettari.
Nei mesi scorsi anche il Comun general di Fassa ha deciso di avviare un analogo percorso per l'istituzione di una nuova rete di Riserve, che potrebbe coinvolgere anche i territori dolomitici designati come patrimonio dell'Umanità, per i quali la Rete di Riserve si candida a diventare soggetto gestore.

7. Rete di Riserve del Parco Fluviale del Brenta

Nell’ambito di un più ampio Accordo di programma tra Provincia e Comunità di Valle della Bassa Valsugana e Tesino, è stata concordata la definizione di un progetto di massima della Rete di riserve lungo l’asta fluviale del Brenta, che potrebbe essere propedeutico alla costituzione di un Parco fluviale del Brenta.

VERO O FALSO?

VERO:
  • Tutte le attività, inclusa la caccia, possono continuare nei siti di NATURA 2000 e nelle Reti di Riserve, dal momento in cui sono compatibili con gli obiettivi di conservazione del sito
  • Le attività di gestione dei siti che favoriscono la conservazione della natura sono necessarie e possono godere di un contributo finanziario
  • Le reti di riserve sono strumenti di gestione delle aree protette che già esistono: non portano alcun nuovo vincolo, solo nuove opportunità
  • Le aree protette ben gestite mirano a coniugare l'ecologia con l'economia, così che la tutela della natura diventi un vantaggio competitivo
  • L'agricoltura e la zootecnia tradizionali sono le migliori alleate delle aree protette, e viceversa.

FALSO:

  • I siti di Natura 2000 e le Reti di Riserve sono chiusi ai visitatori e utilizzatori
  • La caccia è vietata nei siti Natura 2000
  • Le reti di riserve portano nuovi vincoli sul territorio
  • La tutela della natura "imbalsama" il territorio
  • L'agricoltura e la zootecnica nelle aree protette sono fortemente limitate