Introduzione al progetto


Foto: Canneto

Il sistema delle aree protette del Trentino è già stato oggetto di 2 precedenti progetti Life-Natura finanziati dall’UE (Nibbio e Necton), che hanno contribuito alla realizzazione di progetti di rinaturalizzazione e di valorizzazione didattica delle aree umide di fondo valle. Il sostegno e il finanziamento europeo sono stati importanti non solo dal punto di vista finanziario, aiutando ad attivare interventi significativi, ma anche e soprattutto per il riconoscimento della politica di conservazione e di attenzione alle aree umide naturali, che ha trovato sostegno soprattutto presso la popolazione più urbanizzata e secolarizzata ma anche un’avversione significativa in particolare nelle aree rurali e fra alcune categorie sociali.

Il progetto Nemos è indirizzato al miglioramento dello stato e della funzionalità di 7 siti di fondovalle, caratterizzati dalla presenza di habitat acquatici e di aree umide, i 3 delle vallate principali del Trentino, che hanno una notevole importanza anche per l’avifauna migratoria: la Valsugana, la Val d’Adige e la valle del Chiese.

In particolare, il progetto NEMOS ha il fine di migliorare sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo gli habitat di Natura 2000 presenti nei vari Siti interessati con particolare riferimento alle zone umide lotiche di fondovalle; da ciò consegue un aumento sensibile della capacità portante della stazione, soprattutto nei confronti delle componenti faunistiche e floristiche di maggior pregio.

Gli interventi realizzati sono i seguenti:

  • la riattivazione e il ripristino di aree umide perifluviali di origine lotica e lentica, scomparse o fortemente ridotte a seguito della sistemazione dei corsi d’acqua principali e delle bonifiche eseguite nel corso del secolo scorso (Siti Fontanazzo, Inghiaie, Adige Isera, Adige Zambana, Taio di Nomi)
  • la rimodellazione di fossati per accentuarne le caratteristiche naturali e migliorane la funzionalità (sito Fontanazzo) e la rinaturalizzazione dell’area circostante una risorgiva (sito Lago d’Idro)
  • il miglioramento delle ittiocenosi tramite la ricostituzione della continuità del corso d’acqua interrotto a valle da uno sbarramento (sito Rocchetta)
  • l’ampliamento degli ambienti umidi al fine di migliorane la funzionalità e la stabilità (sito Palù di Borghetto), delle formazioni alluvionali di ontano (sito Fontanazzo) e il miglioramento della zona umida prospicente al lago, in fase di degrado a seguito dell’oscillazione e abbassamento del livello dell’acqua (sito Lago d’Idro)
  • l’estensivazione delle colture agrarie all’interno e nell’intorno dei biotopi-SIC (siti Fontanazzo e Lago d’Idro)
  • interventi di valorizzazione didattica, con realizzazione di un sentiero di visita e del libretto di guida (sito Fontanazzo), produzione di materiale didattico per promuovere la conoscenze e informazioni sul ruolo delle aree umide di fondovalle e sugli interventi di tutela/ripristino nell’ambito di una politica a favore della biodiversità (action-plan multilingue, videopresentazione, incontri e comunicati stampa).

Gli interventi sono stati preceduti da indagini e approfondimenti conoscitivi di tipo naturalistico, che hanno permesso:

  • di definire con maggior dettaglio la presenza e lo stato degli ambienti di interesse naturalistico, con particolare riferimento a quelli dell’allegato della direttiva 92/43/CEE, aggiornando le conoscenze precedenti
  • di aggiornare le segnalazioni di presenza delle specie di interesse naturalistico, con particolare riferimento a quelle elencate negli allegati delle direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE
  • di valutare l’effetto degli interventi realizzati nell’ambito del progetto con dei monitoraggi eseguiti successivamente all’esecuzione dei lavori per confrontare le situazioni prima e dopo.

Per i biotopi/SIC in cui non si disponeva di un piano di gestione o di un documento corrispondente, si è redatto il piano, coinvolgendo nella definizione degli obiettivi di conservazione e nella definizione degli interventi previsti la comunità locale e gli attori direttamente coinvolti (enti locali, proprietari, altri portatori di interesse come associazioni, pescatori, agricoltori, servizi provinciali direttamente interessati).