
in Val d’Adige, nei Comuni di Lavis, Terlago, Trento e Zambana
144 ettari
3130 Acque stagnanti da oligotrofe a mestrofe con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoeto-Nanojunctea
3150 Laghi eutrofici naturali con vegetazione del tipo Magnopotamion o Hydrocharition
3220 Fiumi alpini con vegetazione riparia erbacea*
3240 Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix elaeagnos
3260 Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho-Batrachion
3270 Fiumi con argini melmosi, con vegetazione del Chenopodion rubri p.p. e Bidention p.p.*
6210 Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia)*
6430 Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie igrofile
8230 Rocce silicee con vegetazione pioniera del Sedo-Scleranthion o del Sedo albi-Veronicion dillenii*
91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
* Nota: habitat presenti nella restante parte del S.I.C. che non č riportata in cartografia.
| Coenonympha oedippus (farfalla diurna) Lycaena dispar (licena delle paludi) Vertigo geyeri (chiocciola terrestre) |
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| PesciBarbus meridionalis (barbo canino) Barbus plebejus barbo comune) Cottus gobio scazzone) Lethenteron zanandreai (lampreda padana) Rutilus pigus (pigo) Salmo [trutta] marmoratus (trota marmorata) |
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| Bombina variegata (ululone dal ventre giallo) | |
| Alcedo atthis (martin pescatore) Ardea purpurea (airone rosso) Botaurus stellaris (tarabuso) Bubo bubo (gufo reale) Calandrella brachydactyla (calandrella) Ciconia ciconia (cicogna bianca) Circaetus gallicus (biancone) Circus aeruginosus (falco di palude) Circus cyaneus (albanella reale) Crex crex (re di quaglie) Falco peregrinus (falco pellegrino) Ficedula albicollis (balia dal collare) Lanius collurio (averla piccola) Milvus migrans (nibbio bruno) Pandion haliaetus (falco pescatore) Pernis apivorus (pecchiaiolo) |
Foci dell’Avisio è una vasta area protetta situata in Val d’Adige, presso gli abitati di Lavis e di Zambana, e include le foci dei torrenti Noce e Avisio e il tratto del fiume Adige compreso tra esse. In questo settore l’Adige scorre in un letto rettificato dagli imponenti lavori di regimazione risalenti all’Ottocento; analogamente anche il Noce corre in un letto totalmente artificiale, nel quale è stato deviato nel 1853; la regimazione ha invece parzialmente risparmiato l’Avisio il quale è ancor’oggi libero di scorrere entro il vasto conoide alluvionale formato dalle sabbie e dalle ghiaie da esso stesso sedimentate sul fondo della Val d’Adige.
3150 Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
3240 Fiumi alpini e loro vegetazione riparia legnosa di Salix eleagnos
91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae) - habitat prioritario.
| Barbus meridionalis (barbo canino) Barbus plebejus (barbo comune) Cottus gobio (scazzone) Lethenteron zanandreai (lampreda padana) Rutilus pigus (pigo) Salmo [trutta] marmoratus (trota marmorata) |
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| Bombina variegata (ululone dal ventre giallo) |
| Bufo bufo (rospo comune) Bufo viridis (rospo smeraldino) Hyla intermedia (raganella italica) Rana dalmatina (rana agile) Rana ridibunda (rana verde maggiore) Rana sinkl. esculenta (rana verde) |
Si tratta di una zona che riveste un notevolissimo valore dal punto di vista innanzitutto ornitologico per la sua collocazione al centro della Val d’Adige, per la notevole estensione, per la presenza di ambienti naturali e semi-naturali in grado di offrire cibo e riparo agli uccelli impegnati negli spostamenti migratori. Anche per quanto riguarda gli anfibi e i rettili, Foci dell’Avisio ha una notevole rilevanza dal momento che ospita specie ormai poco comuni in territorio trentino come il rospo smeraldino, la raganella italica e soprattutto l’ululone dal ventre giallo.
Non va infine scordata l’importanza per quanto riguarda la fauna ittica, con numerose specie di pesci presenti sia nell’Adige, sia nei suoi due importanti affluenti così come nella rete di canali che confluiscono nel fiume. Anche dal punto di vista botanico Foci dell’Avisio possiede un suo ruolo indiscusso, sono soprattutto le piante acquatiche ospitate nelle zone umide “minori”dell’area protetta ad accrescere il valore di questa area.
I lavori di arginatura dei corsi d’acqua che hanno interessato l’Adige e il tratto terminale del Noce hanno cancellato totalmente le vaste paludi, gli acquitrini e i boschi di riva che in passato facevano corteggio a questi corpi idrici, sostituendoli con aree agricole.
Anche il vasto conoide dell’Avisio, pur essendo stato risparmiato dalle bonifiche, è stato al centro fino a un passato recente dei più svariati interessi: dallo scavo della ghiaia, all’utilizzo quale crossodromo e area di addestramento militare per cingolati, dal pascolo indiscriminato alla caccia e alla pesca.
Un cenno merita anche il problema dei prelievi di acqua a scopo irriguo e idroelettrico che causano variazioni repentine e marcate del livello dei corsi d’acqua, con effetti particolarmente negativi sulla fauna ittica.
La scomparsa e l’artificializzazione degli ambienti umidi che una volta caratterizzavano l’area protetta rappresentano certamente gli eventi che maggiormente ne hanno alterato le caratteristiche naturali. Per cercare di porvi parzialmente rimedio si è provveduto a ricostruire un articolato sistema di corpi idrici* in un’area denominata Ischiello e situata sulla sponda destra dell’Adige presso l’Idrovora di Zambana. In particolare sono stati realizzati tre stagni collegati tra loro e con il fiume Adige, per una superficie complessiva di 7.500 m2.
Particolarmente curata è stata la loro forma, così da avere aree perennemente sommerse dall’acqua accanto ad altre a bassa profondità che in determinati momenti dell’anno emergono. Un tratto di sponda è stato lasciato verticale, per favorire la nidificazione del martin pescatore mentre i tratti di sponda più pianeggianti sono destinati al cariceto e al prato umido.
Inoltre sono state piantate 2.000 tra talee e piantine di salice e altre 500 piantine di ontano nero allo scopo di ampliare il lembo di bosco umido qui già presente. I lavori di scavo del sistema di zone umide hanno altresì consentito di eliminare una buona porzione della boscaglia di robinie che si stava insediando nell’area.
* Nota: Foci dell’Avisio è stato oggetto di interventi di recupero ambientale anche in passato; nel 1997, nell’ambito del Progetto LIFE “Nibbio”, in corrispondenza del tratto finale della golena dell’Avisio, in sponda sinistra, sono stati scavati due stagni finalizzati alla creazione di un ambiente idoneo alla sosta e allo svernamento dell’avifauna acquatica e alla riproduzione degli anfibi, uno dei quali attrezzato con una torretta di avvistamento.
