
in bassa Vallagarina, nel Comune di Avio
2 ettari
3150 Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition.
91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae) - habitat prioritario.
| Botaurus stellaris (tarabuso) Milvus migrans (nibbio bruno) |
Palù di Borghetto è l’ultimo residuo di un antico meandro (con il termine di meandri si indicano le curve formate dai fiumi quando si trovano a percorrere territori pianeggianti o comunque a bassa pendenza) del fiume Adige, oggi totalmente isolato dal grande corso d’acqua. Tutta l’area è stata bonificata e messa a coltura, solamente il fondo della conca ospita ancora una piccola zona umida; in particolare la fascia di bosco che cresceva tutt’attorno la palude è stata in gran parte tagliata per evitare che le chiome degli alberi potessero togliere luce ai vigneti.
3150 Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition.
91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae) - habitat prioritario.
| Botaurus stellaris (tarabuso) Milvus migrans (nibbio bruno) |
| Bufo bufo (rospo comune) Hyla intermedia (raganella italica) Rana dalmatina (rana agile) Rana sinkl. esculenta (rana verde) Triturus alpestris (tritone alpestre) Triturus vulgaris (tritone punteggiato) |
Palù di Borghetto è una delle pochissime paludi che ancora esistono in Vallagarina, testimonianza preziosa di un paesaggio che anticamente era assai più diffuso.
Questa piccola raccolta d’acqua è inoltre una delle aree di maggiore valore dell’intero Trentino per la ricchezza della popolazione di anfibi che ospita. Sono ben sette le specie che, con migliaia di esemplari, si riproducono in questa palude e tra queste vi sono anche animali assai rari in Trentino come il tritone punteggiato, la raganella italica e la rana agile.
Anche la flora è di assoluto interesse per la presenza di un tipo di vegetazione, il Caricetum elatae, che è quasi completamente scomparso dai fondivalle trentini. La specie vegetale più rappresentativa di tale vegetazione acquatica è la carice spondicola (Carex elata), una pianta acquatica che forma vigorosi cespi, alti più di 50 cm.
Le piccole dimensioni della Palù di Borghetto la rendono vulnerabile a possibili alterazioni dei suoi equilibri naturali, legate in particolare a trattamenti con prodotti antiparassitari dei vigneti circostanti, e inoltre limitano la sua capacità di proporsi come “oasi” per gli uccelli acquatici migratori.
Per porre rimedio ai problemi di cui soffre Palù di Borghetto si è deciso di espandere la zona umida e di aumentare così anche la sua “stabilità ecologica”. Si è quindi “riconvertita” in palude un’area coltivata a viti per una superficie totale pari a circa 3.500 m2 e su di una superficie di 1.500 m2 lungo le rive sono state piantate 2.000 talee di ontano e di salice mentre la rimanente parte è stata lasciata all’evoluzione naturale del prato umido.
Le nuove piante amplieranno la fascia di bosco alluvionale e nel contempo, con la loro crescita, diventeranno una sorta di “barriera verde” che proteggerà la palude dal disturbo e dagli antiparassitari provenienti dalle aree agricole circostanti.

