
in Vallagarina, nei Comuni di Nomi e Volano
4 ettari
3150 Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
3260 Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho-Batrachion
6430 Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie igrofile
91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae) - habitat prioritario
| Cerambyx cerdo (cerambice delle querce) | |
| Cobitis taenia (cobite comune) Sabanejevia larvata (cobite mascherato) |
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| Alcedo atthis (martin pescatore) Ardea purpurea (airone rosso) Caprimulgus europaeus (succiacapre) Circus aeruginosus (falco di palude) Ixobrychus minutus (tarabusino) Lanius collurio (averla piccola) Milvus migrans (nibbio bruno) |
Il Taio è ciò che ora rimane di un antico meandro (con il termine di meandri si indicano le curve formate dai fiumi quando si trovano a percorrere territori pianeggianti o comunque a bassa pendenza) del fiume Adige il quale tra Calliano e Volano, in Vallagarina, formava un’ampia curva verso oriente. La rettifica ottocentesca del corso del fiume ha comportato il “taglio” del meandro e la sua trasformazione in un canale di drenaggio per i coltivi ottenuti dalla bonifica.
Poco a poco l’antico letto del fiume è stato anch’esso recuperato all’agricoltura e l’attuale area protetta rappresenta l’ultimo lembo che conserva, almeno in parte, l’aspetto originario della vecchio ansa.
3150 Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae) - habitat prioritario.
| Cobitis taenia (cobite comune) Sabanejevia larvata (cobite mascherato) |
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| Alcedo atthis (martin pescatore) Ardea purpurea (airone rosso) Circus aeruginosus (falco di palude) Ixobrychus minutus (tarabusino) Milvus migrans (nibbio bruno) |
L’importanza del Taio risiede nella sua collocazione, sul fondo di una delle vallate più intensamente coltivate e urbanizzate dell’intero Trentino.
Taio si presenta quindi come una sorta di “oasi”, di grande importanza soprattutto per gli uccelli, ma anche per molte specie di pesci che trovano qui uno tra i rari ambienti di acque stagnanti e lentamente correnti ancora presenti in valle dell’Adige.
I pericoli maggiori Taio li ha corsi soprattutto in passato, quando era letteralmente assediato dalle coltivazioni e stava per essere trasformato in una discarica di inerti.
Oggi che gode di un’opportuna protezione, sono le sue ridotte dimensioni a limitarne le possibilità di ospitare specie animali e vegetali di valore.
Allo scopo di incrementare la stabilità ecologica di Taio, la zona umida è stata ampliata significativamente su di una superficie complessiva di 8.800 m2, provvedendo a piantare lungo le sue rive talee di salice e di ontano così da creare una fascia boschiva in grado di separarla dai frutteti che la circondano.

