Lande alpine e boreali
- Alpine und boreale Heiden
- Alpine and boreal heaths
Cod. Habitat Natura 2000
4060
Caratteristiche generali dell'habitat
Habitat ampiamente diffuso in provincia, caratterizzato dalle formazioni arbustive alpine e subalpine di ericacee e/o ginepri nani. In questo tipo, assai eterogeneo, confluiscono numerose cenosi che svolgono un ruolo essenziale sia per l'impronta che conferiscono al paesaggio, sia per il ruolo di protezione dei suoli e dei versanti che svolgono. In particolari situazioni geomorfologiche e microclimatiche possono localizzarsi anche a quote inferiori. Così, ad esempio, in ambienti rupestri soleggiati della fascia montana-altimontana con Juniperus sabina sui substrati silicei o con Genista radiata sui substrati carbonatici.
Variabilità, contatti e criteri interpretativi
Tipo molto eterogeneo che include formazioni appartenenti a diverse classi ed unità vegetazionali. La parte centrale è costituita da cenosi della classe Loiseleurio-Vaccinietea, con le tre alleanze: Loiseleurio-Vaccinion, Rhododendro-Vaccinion e Juniperion nanae. Qui vanno riferite anche le comunità dell'ordine basifilo Rhododendro hirsuti-Ericetalia carneae (di collegamento con le praterie alpine su calcare, 6170). Tra le più diffuse spiccano i Rododendro-vaccinieti, sia acidofili a Rhododendron ferrugineum (tipo climacico) che basifili a Rhododendron hirsutum, Rhodothamnus chamaecistus e Arctostaphylos alpinus. Sui crinali ventosi e sui versanti a displuvio, le comunità a Vaccinium gaultherioides e/o azalea nana (Loiseleurietum s.l.) e, a quote inferiori su versanti più soleggiati, ad Arctostaphylos uva-ursi, spesso associato a Genista radiata. Tra i rodoro-vaccinieti e le altre formazioni arbustive subalpine, un ruolo significativo, su tutti i tipi di substrato, è svolto dalle formazioni a Juniperus nana.
In mancanza di un altro codice che identifichi arbusteti subalpini di ambienti freschi e mesofili (a parte i saliceti, che confluiscono in 4080), si potranno riferire a 4060 tutte le altre comunità subalpine per le quali non sono ipotizzabili alternative. Tra queste, in particolare, le estese formazioni ad Alnus viridis che solo in parte mostrano affinità con i rodoreti a rododendro ferrugineo. Anche le mughete acidofile su substrato silicatico sono da riferire a questo codice. Più raramente, su roccia madre carbonatica, si osservano mughete di invasione, su suolo profondo e completamente acidificato, assai povere floristicamente ed accompagnate dai soli elementi delle brughiere acidofile. In tal caso si ritiene opportuno riferirle a 4060 e non all'habitat prioritario 4070.
Le formazioni a dominanza di Dryas octopetala, almeno nelle Alpi sudorientali, rappresentano un'espressione delle praterie basifile primitive e si dovranno riferire a 6170.
Specie vegetali tipiche
(S = Silice; C = Carbonati)
Dominanti:
Arctostaphylos uva-ursi, Erica carnea, Genista radiata (C), Juniperus nana, Juniperus sabina (S, NT), Loiseleuria procumbens (S), Rhododendron ferrugineum, Rhododendron hirsutum (C), Rhodothamnus chamaecistus (C), Vaccinium gaultherioides.
Caratteristiche:
Arctostaphylos alpinus (C), Diphasiastrum alpinum (S), Diphasiastrum issleri (S, VU), Empetrum hermaphroditum (S), licheni dei generi Cetraria e Cladonia.
Altre:
Alnus viridis, Calluna vulgaris (S), Campanula witasekiana (NT-DD), Huperzia selago, Lycopodium annotinum, Pinus mugo, Rhodiola rosea (S), Salix hastata, Vaccinium myrtillus, Vaccinium vitis-idaea, Viola pyrenaica (NT-DD). Spesso importante la copertura muscinale.
Estinte:
Diphasiastrum tristachyum.
Distribuzione in provincia
Habitat molto diffuso, con elevata superficie di copertura, in quasi tutti i siti della fascia subalpina ed alpina.
Dinamismo naturale
Le formazioni ad ericacee della fascia subalpina rappresentano spesso espressioni climatogene e sono, quindi, molto stabili. In altri casi esse sono favorite da fattori che condizionano l’evoluzione del suolo, ad esempio il vento sui crinali (Loiseleuria, Arctostaphylos), o la durata dell’innevamento e l’umidità (Empetro-Vaccinietum). I ripidi pendii rupestri a Genista radiata rappresentano uno stadio evolutivo successivo all’abbandono della fienagione o, più spesso, del pascolo. A quote inferiori al limite del bosco, evidentemente, anche queste formazioni sono soggette alla concorrenza delle specie arboree e si può dunque ipotizzare una transizione verso 9410 o 9420.
Note ed osservazioni
Il manuale interpretativo della UE dedica spazio ai diversi sottotipi e risulta quindi sorprendente che non abbiano trovato spazio, in questa categoria, le formazioni meso-igrofile che nell’arco alpino sono ecologicamente importanti e ben differenziate. Resta un tipo molto eterogeneo che meriterebbe una differenziazione (ad esempio le comunità a Genista radiata che sono ecologicamente distanti dai rodoreti).
Vulnerabilità e indicazioni gestionali
Formazioni stabili, talvolta prossime al climax e, quindi, poco vulnerabili. La pastorizia marginale non incide sostanzialmente a meno che non si prospetti un consistente aumento del carico.