64. Lavini di Marco
- Tipologia: stagni in ambiente detritico e xerico
- Nome locale: Laghetti di Marco
- Nome topografico: Laghetti di Marco
- Comune: Lizzana (CA Rovereto)
- Comprensorio: C.10
- Quota media: m 200
- Superficie: 36 ha circa
- Principali motivi di interesse naturalistico: geomorfologico (frana post-glaciale); stazione riproduttiva per varie specie di Anfibi
- Delibera istitutiva
- Modifica alla legge istitutiva
Il
Biotopo "Lavini di Marco" comprende due piccole zone umide, il "Laghet
grant" e il "Laghet picol", situate in un'area caratterizzata dai depositi di
materiali franati dal versante del Monte Zugna e denominata nel suo
complesso "Lavini di Marco". Le frane si sono verificate in seguito a scivolamenti
delle rocce calcaree lungo dei piani di discontinuità tra gli strati,
rappresentati da sottili intercalazioni marnose e marnose-argillose. La frana
di maggiore entità risulta anteriore all'ultima glaciazione, ma una serie
di nuove frane si sono succedute nel tempo fino ad epoche molto recenti. I materiali
di frana, disposti caoticamente, sono costituiti da detriti di volume variabile
da pochi centimetri cubi a qualche decina
di metri cubi.
Le rocce calcaree dei Lavini sono interessate anche da fenomeni carsici, dovuti alla lenta azione erosiva dell'acqua che dissolve il carbonato di calcio presente nelle rocce; questi fenomeni danno luogo a morfologie particolari, quali doline, pozzi e sistemi di fessurazione. I laghetti di Marco, in particolare, occupano due doline situate in mezzo ai depositi franosi. Il livello dell'acqua al loro interno varia al variare della falda, in quanto il fondo, costituito da detriti di frana, è poroso e permeabile. I laghetti raggiungono quindi una profondità anche di un paio di metri durante il periodo delle piogge autunnali e dello scioglimento delle nevi in primavera, mentre nel periodo estivo ed invernale diventano asciutti.
Aspetti naturalistici
La
vegetazione che circonda i laghetti è rappresentata da specie tipiche
di ambienti umidi come la tifa (Typha
latifolia) e la cannuccia
di palude (Phragmites australis); a queste si affiancano specie
rare per il Trentino, come Carex gracilis e Teucrium scordium;
la Composita Bidens frondosa è stata qui segnalata per la prima
volta in Trentino.
I laghetti rivestono grande importanza anche per quanto riguarda gli aspetti faunistici. Tra gli invertebrati si trovano specie molto interessanti come gli Idroadefagi, dei Coleotteri acquatici che vivono in ambienti che godono di un buon stato di salute. Nei laghetti di Marco sono state riscontrate ben 51 delle 200 specie presenti in Italia, un valore superato da poche altre stazioni sul territorio nazionale. Tra gli Anfibi che frequentano i laghetti vi sono i tritoni (Triturus, più specie) e il rospo comune (Bufo bufo); tra i rettili il più comune è la natrice dal collare (Natrix natrix). Non è raro, durante la primavera, osservare la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), che qui nidifica, o sentirne l'inconfondibile verso di allarme.
All'interno del Biotopo si estende un bosco di pino nero (Pinus nigra), specie che è stata qui introdotta negli anni '30 per cercare di rimboschire questo territorio originariamente pressoché privo di vegetazione arborea. Nelle zone più assolate sono presenti specie vegetali tipiche degli ambienti aridi e di substrati calcarei, come la bella Daphne alpina, molto rara a quote così basse. Anche quest'ambiente presenta aspetti naturalistici molto interessanti ed ospita varie specie di rettili, uccelli e mammiferi.
Strutture per la visita
- sentiero di visita
Il sentiero di visita
Lungo la statale n.12 che da Rovereto porta a Verona all'altezza del km
349 si diparte una stradina asfaltata, chiusa al traffico motorizzato,
che raggiunge l'ingresso al sentiero di visita del biotopo.
Il percorso è "un anello", che si snoda lungo il territorio occupato
dal biotopo per ricondurre alla fine della visita all'ingresso principale.
L'intero percorso può essere portato a termine in circa un ora e mezzo,
con passo tranquillo e tenedo conto di brevi soste per osservare, fotografare
scrivere e riposare.
Il tracciato non comporta alcuna difficoltà tecnica e si svolge su un
territorio pressoché pianeggiante. La naturalità del luogo suggerisce
abbigliamento discreto e soprattutto calzature adeguate.
Lungo il percorso sono indicati 12 punti di particolare interesse, in corrispondenza
dei quali è collocata una tabella con una breve frase illustrativa.
Temi proposti: Aree improduttive e incolte?; La marocca; Il calcare e il carsismo;
Le caducifoglie termofile; Il processo di colonizzazione della marocca; La
pineta di pino nero; La processionaria; Le pigne, gli scoiattoli e i crocieri;
L'acqua, bene prezioso; La vegetazione e la flora degli stagni; I vecchi coltivi,
i muretti, lo spietramento; La piccola fauna acquatica.