Aree protette

Logo stampa
 
Aree protette - foglie
Siete in:  Home /  Aree protette / Le Dolomiti patrimonio dell'Umanità
 
 

Notizie

  • 7.7.2017
    Il "Parco che vorrei": continua il percorso partecipativo

    Nel percorso partecipativo per definire il piano del Parco dello Stelvio trentino e promuovere nuove occasione di sviluppo sostenibile, è fervido il confronto su mobilità sostenibile -Val del Monte e Val de la Mare- e valorizzazione del bramito del cervo.

     
  • 5.7.2017
    Oltre mille appuntamenti per vivere Parchi e Reti di Riserve

    Tutte le novità e le inizitive dell'estate nelle aree protette del Trentino

     
  • 16.6.2017
    PSR, due nuovi bandi

    Approvati i bandi 2017 per due misure a carattere ambientale e turistico di interesse agricolo: Operazione 4.4.3 (Investimenti non produttivi connessi per connettività ecologica e recupero di habitat Natura 2000 e agricoli ad alto valore naturalistico) e Operazione 7.5.1 (Sostegno a investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture ricreative e informazioni turistiche). Presentazione delle domande dal 19 giugno al 2 agosto. Tutti i dettagli

     
  • 20.5.2017
    Il Parco che vorrei

    Il nuovo "Stelvio" nasce dalla partecipazione: un incontro pubblico a Malè per mettere a confronto proposte, idee e suggerimenti per il futuro Piano del Parco. La popolazione è stata invitata a confrontarsi, in particolare, su 4 temi: valori naturali, culturali e paesaggistici; qualità dell?abitare nel territorio del Parco, in modo stabile e temporaneo; accessibilitá, fruizione e mobilità; fare economia nel Parco per rafforzare il tessuto economico locale e provinciale.

     
  • 19.5.2017
    Dallapiccola: Il turismo sostenibile è una risorsa autentica per il Trentino

    Il sistema parchi ed aree protette genera ogni anno un indotto di oltre 70 milioni di euro. Questo il risultato dell'investimento del Trentino nella salvaguardia del territorio, integrando la tutela della biodiversità con turismo e agricoltura. Ad annunciarlo è l'assessore provinciale al turismo Michele Dallapiccola a Bologna, in occasione del Convegno di apertura del Festival IT.A.CÀ Strategie innovative per uno sviluppo sostenibile dei territori.

     

Le Dolomiti patrimonio dell'Umanità

Il Bene Dolomiti UNESCO appartiene a tutti: a chi sulle Dolomiti ci è nato, ma anche a chi le frequenta come meta di vacanza o le studia nelle loro diverse caratteristiche.

Le Dolomiti, iscritte nel 2009 nella Lista dei Beni UNESCO, sono divenute Patrimonio dell'umanità.

I nove gruppi dolomitici hanno ottenuto il riconoscimento dall'organizzazione delle Nazioni unite come bene seriale per la loro eccezionalità geologica e paesaggistica. Questi 231.000 ettari, situati nelle province di Trento, Bolzano, Belluno, Udine e Pordenone, ricadono per oltre il 95% in aree protette e sono pertanto soggetti a precise regole di tutela e di valorizzazione.
In Trentino si trovano 4 dei 9 sistemi iscritti nella lista:

  • la MARMOLADA, la regina delle Dolomiti condivisa con la provincia di Belluno, ospita le cime più alte (3.343 m s.l.m) ed un insieme di altissimo valore scenografico. La Marmolada è la montagna dei contrasti: il versante sud è una delle vie più impegnative e apprezzate dagli alpinisti di tutto il mondo, una parete di quasi 1.000 metri; il versante nord ospita il ghiacciaio più esteso della regione dolomitica, su un pendio armonioso che termina sulle rive del laghetto di Fedaia.
  • le PALE DI SAN MARTINO-SAN LUCANO, il secondo sistema più vasto delle Dolomiti UNESCO, sono un'area molto variegata dal punto di vista paesaggistico e geologico. Qui si trovano alcune delle pareti più affascinanti e famose dell'alpinismo mondiale. L'ambiente naturale di questo sistema è stato riconosciuto particolarmente meritevole di tutela. Gran parte della sua superficie è stata inserita nei confini di due aree protette: il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (in Veneto) e il Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino.
  • il gruppo SCILIAR-CATINACCIO, LATEMAR: tre atolli fossili tra le province di Trento e Bolzano, accomunati da paesaggi d'eccezione. Fin dallOttocento il Catinaccio è stato uno dei più importanti terreni di studio per la stratigrafia dolomitica del Triassico, grazie agli affioramenti facilmente accessibili. Oggi questo sistema è frequentato da escursionisti ed alpinisti di tutto il mondo, con alcune delle mete più conosciute, tra tutte le Torri del Vajolet ed il Lago di Carezza. Per tutelare quest'area, che rischiava il degrado del patrimonio paesaggistico e ambientale, nel 1974 è stato istituito dalla provincia di Bolzano il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio.
  • le DOLOMITI DI BRENTA, situate nella parte più occidentale della regione dolomitica, sono un'isola di dolomia divisa in due sezioni dalla Bocca di Brenta. Separate dagli altri gruppi dolomitici per ragioni geografiche, le Dolomiti di Brenta se ne discostano anche dal punto di vista morfologico: se il resto delle Dolomiti sono caratterizzate da snellezza di linee e plasticità di masse, le crode del Brenta sono strutture maestose e superbe, modellate dall'erosione in guglie e pinnacoli dalle forme e dalle dimensioni più varie. L'eccezionale importanza naturalistica, paesaggistica e geologica di questo sistema dolomitico è tutelata fin dal 1988 dal Parco Naturale Adamello Brenta.

"I nove sistemi dolomitici rappresentano in modo organico e unico al mondo, una raccolta a scala globale di eccezionalità geologiche delle grandi epoche della storia della terra, dei fossili come testimonianza di vita e dei processi geologici che definiscono le forme terrestri o gli elementi naturali".
Piero Gianolla, geologo

FONDAZIONE DOLOMITI UNESCO
Cortina d'Ampezzo (BL)
info@dolomitiunesco.info
tel. 0436 867395
logo dolunesco

 

Vai al sito internet delle Dolomiti Unesco

 
  • Un reportage in sei puntate per conoscere le Dolomiti UNESCO

    Il giornalista Piero Badaloni, su commissione della Fondazione Dolomiti Unesco, ha realizzato un reportage per raccontare il territorio dolomitico.
    "Dolomiti. Montagne - Uomini - Storie"
    è un "viaggio" in sei puntate, per conoscere la straordinarietà paesaggistica dei "Monti Pallidi", la loro eccezionale importanza per la storia della Terra, le storie di donne e uomini che, vivendoci da secoli, ne hanno connotato il paesaggio, l'economia e la cultura.
    Piero Badaloni lo ha realizzato con la collaborazione di Fausta Slanzi e la fotografia e il montaggio di Nicola Berti.