Aree protette

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Aree protette - montagne 2
 

Notizie

  • 7.8.2020
    Parchi naturali provinciali, cambia la composizione degli organi di gestione

    La Giunta provinciale ha modificato il regolamento in materia di composizione degli organismi di gestione dei Parchi naturali provinciali "Adamello Brenta" e "Paneveggio Pale di San Martino". Il provvedimento prevede una riduzione del numero dei componenti dei Comitati di gestione e delle Giunte esecutive

     
  • 7.8.2020
    Regolamento del Parco Nazionale dello Stelvio, prima adozione

    Disciplinare l'esercizio delle attività consentite, limitate o vietate nel territorio trentino del Parco Nazionale dello Stelvio: è l'oggetto del regolamento approvato in prima adozione dalla Giunta provinciale e che ora sarà pubblicato per consentire, entro sessanta giorni, la presentazione delle osservazioni.

     
  • 3.7.2020
    Parco Nazionale dello Stelvio: si riparte con libertà e responsabilità

    Proposte estive rimodulate e attività innovative per permettere ai visitatori di godere in sicurezza di ambienti naturali di pregio, gestiti in modo competente e responsabile. Il Parco ha incrementato per l’estate 2020 le proposte dedicate al tema del benessere e attività da fare in autonomia, per godere della natura in una dimensione privata ed intima. 
    Riaperti anche i centri visitatori per raccontare l'impegno nella tutela della biodiversità attraverso suggestivi allestimenti, percorsi interattivi, spazi didattici.

     
  • 1.7.2020
    "Benvenuti al Parco" torna su Rai Radio 1

    Torna per la quarta edizione dagli studi di Trento di Rai Radio 1 la trasmissione “Benvenuti al Parco”. Durante le 14 puntate condotte dal giornalista Daniele Benfanti si andrà in esplorazione delle aree protette del Trentino: dai tre grandi parchi che costituiscono i capisaldi del sistema, Parco Naturale Adamello Brenta, Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, Parco Nazionale dello Stelvio, alle 11 Reti di Riserve.

     
  • 22.6.2020
    Sorprendenti apparizioni, cinema solare e green day per l'estate nel Parco Adamello Brenta

    Un ricco programma di attività per l’estate è la bella sorpresa che il Parco Naturale Adamello Brenta vuole regalare dopo il difficile periodo dell’isolamento Covid-19. 

     
  • 15.5.2020
    Approvato il Piano di intervento 2020-2022 del Parco nazionale dello Stelvio

    La delibera assegna investimenti per circa 4,6 milioni di euro per proseguire l’attività di ricerca scientifica, attuare opere di conservazione e valorizzazione del territorio (rete sentieri, segnaletica e aree di sosta), la ristrutturazione della foresteria di Rabbi e la riqualificazione delle Fonti di Rabbi; avviare la collaborazione con l'ApT delle Valli di Sole, Pejo e Rabbi per campagne di comunicazione e attività a favore dello sviluppo turistico sostenibile.

     

8110 - Ghiaioni silicei dei piani montano fino a nivale (Androsacetalia alpinae e Galeopsietalia ladani)

Silikatschutthalden der montanen bis nivalen Stufe (Androsacetalia alpinae und Galeopsietalia ladani)

 

Siliceous scree of the montane to snow levels (Androsacetalia alpinae and Galeopsietalia ladani)

 
Doronicum clusii su detrito siliceo al Buffaure - ph C. Lasen

Caratteristiche generali dell'habitat

Sono inclusi in questo habitat i popolamenti che colonizzano e caratterizzano i detriti silicatici, di varia granulometria, dalla fascia altimontana al limite delle nevi permanenti, più o meno soggetti a movimenti crioclastici. A questo tipo sono associate anche le comunità, più termofile, che si sviluppano sui detriti della fascia montana, anche se di origine secondaria (per il Trentino l’esempio più classico è rappresentato dai  materiali di risulta delle cave di porfido). Queste comunità possono essere ricche di briofite, licheni e talvolta anche felci.

Variabilità, contatti e criteri interpretativi

L’identificazione delle comunità microterme della fascia altimetrica più elevata, riconducibili a Androsacetalia alpinae, non pone alcun problema interpretativo. Nella fascia collinare e montana, i popolamenti dell’ordine Galeopsietalia ladani (che non tutti gli autori riconoscono ma la cui caratterizzazione ecologica appare chiara) saranno pure riferiti a questo codice. In questo caso, tuttavia, sarebbe da approfondire la possibilità, al momento non ancora presa in considerazione, di utilizzare anche il codice 8150, finora escluso solo perché non cita espressamente le Alpi (detriti silicei dell’Europa occidentale e centrale) ma tra le cui specie guida compaiono Epilobium collinum, Senecio viscosus e la stessa Cryptogramma crispa, effettivamente presenti in diverse località trentine. La sola differenza che emerge dal manuale, per distinguere 8150 da 8110, è relativa al termine “collina” anziché “livello montano”, forse non del tutto sufficiente a dissipare i dubbi.  In Trentino, del resto, a differenza di altre regioni, si è fatto ricorso al codice 8130 per indicare le stazioni termofile, di qualsiasi substrato, mentre non era stato considerato, come in altre regioni, 8160, habitat prioritario dei detriti carbonatici termofili.

Specie vegetali tipiche

Dominanti:

Androsace alpina, Geum reptans, Luzula alpinopilosa, Oxyria digyna.

Caratteristiche:

Cryptogramma crispa, Doronicum clusii, Epilobium collinum, Galeopsis ladanum, Minuartia biflora (DD), Poa laxa, Ranunculus glacialis, Saxifraga bryoides, Saxifraga seguieri, Scutellaria alpina (EN), Sedum alpestre, Silene rupestris.

Altre:

Achillea moschata, Androsace wulfeniana (VU), Arabis alpina, Athyrium distentifolium, Cardamine resedifolia, Cerastium uniflorum, Eritrichum nanum, Festuca intercedens, Leucanthemopsis alpina, Linaria alpina, Rumex scutatus, Saxifraga aizoides.

Distribuzione in provincia

Habitat indicato per un limitato numero di siti (11) ma con superficie complessiva assai rilevante.

Dinamismo naturale

Le condizioni ecologiche in cui si sviluppano i popolamenti pionieri dei detriti sono estreme e molto selettive, finché permangono le cause che li hanno originati. Spesso l’evoluzione è molto lenta, soprattutto se la granulometria  è grossolana. Negli ambienti subnivali di alta quota, con detrito più fine, la concorrenza delle specie dei pascoli (6150) può essere sensibile e favorita da rialzi termici. Il ritiro dei fronti glaciali ha lasciato, negli ultimi decenni, notevoli spazi aperti alla colonizzazione da parte di comunità di 8110.

Note ed osservazioni

In alcuni substrati silicatici (es. porfidi), possono entrare specie basifile la cui eventuale consistenza può mettere in discussione l’attribuzione a 8120. Tra queste: Papaver rhaeticum, Trisetum distichophyllum, Leontopodium alpinum, ecc.

Vulnerabilità e indicazioni gestionali

Le falde detritiche e gli sfasciumi sono, di regola, ambienti poco vulnerabili. Anche dopo pesanti rimaneggiamenti possono ricostituirsi i popolamenti più tipici, sia pure con lentezza. In prossimità di morene e bacini lacustri di alta quota vi possono essere presenze di singole specie da non sottovalutare. Un eccesso di transito e stazionamento di animali comporta la banalizzazione del corteggio floristico, segnalata dalla diffusione di flora nitrofila (es. Aconitum sp., Cirsium spinosissimum, ecc.). Una frequentazione di ungulati selvatici, al contrario, potrebbe contribuire a rallentare la stabilizzazione del detrito e a conservare un maggior numero di specie caratteristiche di questo habitat.

 
Habitat codice:
  • 8110