Aree protette

Logo stampa
 
Aree protette - montagne
 

Notizie

  • 15.9.2020
    Parco dello Stelvio: riunito a Pejo il Comitato di indirizzo e coordinamento

    Il Comitato di indirizzo e coordinamento del Parco nazionale dello Stelvio. Si è parlato dello stato dell'adozione di Piano e Regolamento del Parco nei tre settori e di grandi carnivori, con il generale Isidoro Furlan, rappresentante del Ministero dell’Ambiente.

     
  • 4.9.2020
    Conservazione e sviluppo della Val di Sole: il nuovo piano della Rete di Riserve

    Un nuovo piano per la gestione della Rete di Riserve della Val di Sole nata nel 2015, che ora si chiamerà “Parco Fluviale Alto Noce”. La Giunta provinciale ha approvato il documento di programmazione delle iniziative di sviluppo locale sostenibile e delle azioni per tutelare e gestire in modo conservativo le specie e gli habitat presenti. L'obiettivo è anche quello di promuovere e sostenere politiche di valorizzazione della biodiversità.  

     
  • 21.8.2020
    Le zone umide, scrigni di biodiversità

    Uno studio del MUSE, pubblicato sulla rivista internazionale Biological Conservation, racconta 30 anni di tutela e studio delle aree umide in Trentino. Il 43% delle specie di avifauna censite in 26 differenti biotopi è andato incontro ad espansione.

     
  • 7.8.2020
    Parchi naturali provinciali, cambia la composizione degli organi di gestione

    La Giunta provinciale ha modificato il regolamento in materia di composizione degli organismi di gestione dei Parchi naturali provinciali "Adamello Brenta" e "Paneveggio Pale di San Martino". Il provvedimento prevede una riduzione del numero dei componenti dei Comitati di gestione e delle Giunte esecutive

     
  • 7.8.2020
    Regolamento del Parco Nazionale dello Stelvio, prima adozione

    Disciplinare l'esercizio delle attività consentite, limitate o vietate nel territorio trentino del Parco Nazionale dello Stelvio: è l'oggetto del regolamento approvato in prima adozione dalla Giunta provinciale e che ora sarà pubblicato per consentire, entro sessanta giorni, la presentazione delle osservazioni.

     
  • 3.7.2020
    Parco Nazionale dello Stelvio: si riparte con libertà e responsabilità

    Proposte estive rimodulate e attività innovative per permettere ai visitatori di godere in sicurezza di ambienti naturali di pregio, gestiti in modo competente e responsabile. Il Parco ha incrementato per l’estate 2020 le proposte dedicate al tema del benessere e attività da fare in autonomia, per godere della natura in una dimensione privata ed intima. 
    Riaperti anche i centri visitatori per raccontare l'impegno nella tutela della biodiversità attraverso suggestivi allestimenti, percorsi interattivi, spazi didattici.

     

15. Palude di Roncegno

Veduta Palude di Roncegno
  • Tipologia: bosco ripariale
  • Nome locale: Palui
  • Nome topografico: La palude
  • Comune: Roncegno
  • Comprensorio: C.3
  • Quota media: m 400
  • Superficie: 20 ha circa
  • Principali motivi di interesse naturalistico: esteso bosco igrofilo di fondovalle; rara fauna delle zone umide (Uccelli, piccoli Mammiferi)
  • Delibera istitutiva

Il Biotopo "Palude di Roncegno" è situato in Valsugana a circa 30 km di distanza da Trento ed occupa la porzione più orientale del conoide fluviale del Rio Chiavona, nella zona in cui questo torrente, che scende dai monti del Lagorai, confluisce nella Brenta Vecchia.

Il continuo ed abbondante apporto di acque garantito dal Rio Chiavona e da altri ruscelli minori mantiene il terreno in uno stato di perenne ristagno d'acqua, anche grazie al fatto che questi corsi non sono canalizzati e quindi nel Biotopo si ramificano in numerosi rivoli superficiali che si disperdono su un'ampia zona. La presenza d'acqua nel terreno, costituito in prevalenza da limi, sabbie e ghiaie alluvionali, rappresenta la condizione indispensabile per lo sviluppo della vegetazione palustre.

 
Veduta Palude di Roncegno 2

Aspetti naturalistici

La Palude di Roncegno rappresenta, assieme al Biotopo Fontanazzo, uno degli ultimi e più importanti boschi ripariali di fondovalle presenti nella Provincia di Trento. Quest'area conserva ancor'oggi, nonostante i numerosi interventi operati dall'uomo, le caratteristiche degli antichi paesaggi boschivi di fondovalle, sia in termini di struttura della vegetazione, sia per quanto riguarda le specie della flora presenti. Un tempo non lontano questo tipo di ambiente non era così raro: vasti boschi ripariali accompagnavano infatti senza interruzione il percorso dei fiumi sui fondivalle, ospitando innumerevoli specie di piante e di animali. Oggi questi ambienti sono quasi ovunque scomparsi a causa degli interventi umani, perlopiù per bonifiche a scopo agricolo o per tagli forestali. La Palude di Roncegno appare oggi come una sorta di "isola" di naturalità circondata da un territorio interamente coltivato.

La porzione boscata è composta prevalentemente da un'ontaneta di ontano nero (Alnus glutinosa) ed ontano bianco (Alnus incana); numerosi sono anche i gruppi di salici, tra cui il salice cenerino (Salix cinerea) e l'imponente salice bianco (Salix alba). In genere il bosco presenta una struttura relativamente giovane, a testimonianza dei tagli condotti fino a tempi recenti. In vari tratti l'ontaneta è interrotta da radure occupate da prati umidi o invase da cannuccia di palude; questi ambienti aperti sono molto importanti perché contribuiscono ad elevare il grado di diversità dell'ecosistema palustre.

Nella Palude di Roncegno trovano rifugio e possibilità di riproduzione molti animali; basti pensare che fino agli anni '50 qui viveva la lontra (Lutra lutra), oggi estinta. L'intrico della vegetazione costituisce un riparo sicuro per molti mammiferi, anche di grandi dimensioni, come il capriolo (Capreolus capreolus), il tasso (Meles meles) e la volpe (Vulpes vulpes). La componenente più varia della fauna è però costituita dagli uccelli: numerose specie silvicole frequentano le chiome ed il sottobosco, ma le entità più preziose sono quelle più strettamente legate all'acqua, come il germano reale (Anas platyrhynchos), il porciglione (Rallus aquaticus) e la cannaiola verdognola (Acrocephalus palustris).

la capacità ricettiva del Biotopo nei confronti della fauna acquatica è andata incontro a un notevole incremento in seguito alla creazione di un sistema di stagni, realizzati al posto di una ex-discarica e in una zona precedentemente "asciutta" e priva di interesse. Gli stagni attirano gli uccelli acquatici, tra cui gli aironi (Ardea cinerea) e i germani reali; nelle loro acque tranquille in primavera depongono le uova decine di esemplari di rana di montagna (Rana temporaria) e di rospo comune (Bufo bufo).