Aree protette

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Aree protette - rana
 

Notizie

  • 5.8.2022
    Giornate dei ghiacciai: al via un ciclo di incontri

    La Cabina di regia delle aree protette e dei ghiacciai promuove una serie di incontri sul tema dei ghiacciai e degli ambienti alpini d’alta quota, partendo dalla loro vulnerabilità per passare agli aspetti geomorfologici, al tema della memoria dei ghiacciai e a quello che lasciano con la relativa storia.
    Gli incontri sono organizzati  dalla rete dei parchi del territorio provinciale in collaborazione con il Muse – Museo delle Scienze.

    Primo incontro a Peio il 13 settembre per parlare di impatto del cambiamento climatico.

     
  • 29.7.2022
    I Parchi protagonisti della "cronaca botanica"

    La Fondazione Museo Civico di Rovereto, che collabora strettamente con il Servizio Sviluppo sostenibile e aree protette e con i Parchi, e che con la sua sezione botanica ha raccolto in Trentino negli ultimi trent'anni più di 1 milione e 500 mila dati, organizza il 2 e 3 settembre prossimi, con il patrocinio della Società Botanica Italiana, un workshop al Museo di Scienze e Archeologia, sulla Cartografia floristica del Nord Italia. Le scoperte, le osservazioni, le ricerche che si susseguono permettono di costruire la storia della biodiversità del territorio, e consentono a chi ha responsabilità di gestione di pianificare eventualmente azioni per la tutela e la salvaguardia delle specie minacciate.  

     
  • 27.7.2022
    Parco Nazionale dello Stelvio: scoperta una pianta rarissima ritenuta estinta in Trentino

    Pochi giorni fa è stata scoperta nel Parco Nazionale dello Stelvio, in val di Rabbi, una pianta appartenente alla famiglia delle Ophioglossaceae: il botrichio ramoso. Questa piccola felce è una specie a distribuzione artico-alpina, minacciata dai cambiamenti nella gestione del territorio e dalle pratiche agricole. L´unico individuo rinvenuto nel Parco conferma la rarità del ritrovamento. La presenza della specie è nota solamente in altre due località del Trentino Alto Adige.

     
  • 8.7.2022
    "Benvenuti al parco": è partita su Rai RadioUno la trasmissione dedicata ai parchi naturali del Trentino

    In onda tutti i mercoledì fino alla fine di settembre alle 13.40, la trasmissione si articola in 13 puntate. Oltre ad affrontare ogni settimana un tema specifico, prevede alcune rubriche fisse, dedicate ad un itinerario di visita, alla presentazione degli appuntamenti della settimana, e alle reti di riserve.

     
  • 23.6.2022
    Stelviobus: la mobilità sostenibile in val di Rabbi e val di Peio

    Confermato il sistema di trasporto collettivo a basso impatto, già sperimentato nel Parco negli anni passati e destinato a garantire un’esperienza più gratificante e responsabile ai visitatori del Parco Nazionale dello Stelvio.

     
  • 14.6.2022
    Parco Nazionale dello Stelvio: attenzione verso le comunità locali

    Questa la linea di indirizzo del Comitato di coordinamento del Parco dello Stelvio, riunito il 13 giugno a Bolzano Si è trattato del primo incontro che ha inaugurato ufficialmente la presidenza altoatesina per i prossimi cinque anni.

     

16. Paludi di Sternigo

Veduta Paludi di Sternigo
  • Tipologia: canneto lacustre e palude
  • Nome locale: Paludi
  • Nome topografico:
  • Comune: Baselga di Piné
  • Comprensorio: C.4 - Alta Valsugana
  • Quota media: m 975
  • Superficie: 24 ha circa
  • Principali motivi di interesse naturalistico: esteso bosco igrofilo di fondovalle; rara fauna delle zone umide (avifauna, Anfibi)
  • Delibera istitutiva

Il Biotopo "Paludi di Sternigo" si trova sull'altopiano di Pinè, a circa 20 km da Trento. Comprende l'estesa fascia di canneto che borda la riva settentrionale del Lago di Serraia, una piccola parte dello specchio d’acqua, oltrechè la conca paludosa che si trova alla testata del lago e ne costituisce il retroterra. Il Biotopo si colloca in un contesto paesaggistico ameno e suggestivo, le cui morbide linee sono il risultato dell'azione modellatrice dei ghiacciai del periodo quaternario, terminato circa 15.000 anni fa. Il ghiacciaio, che occupava tutta la vallata, ne ha lisciato i versanti e scavato il fondo, creando in questo modo la depressione che accoglie il Lago di Serraia.

Il Biotopo presenta una notevole varietà ambientale, dovuta al differente grado di umidità del suolo nelle diverse porzioni di territorio.


 
Veduta Paludi di Sternigo 2

Aspetti naturalistici

Il settore di zona protetta forse più importante è la sponda lacustre con la porzione di specchio d'acqua antistante.
La riva è bordata da una fascia di canneto, vegetazione fittissima composta dalla cannuccia d'acqua (Phragmites australis), Graminacea che cresce dove l'acqua è profonda solo pochi decimetri ma anche sulla terraferma, purché il terreno sia fradicio. Il canneto costituisce l'ambiente di nidificazione per alcune specie di uccelli acquatici la cui presenza conferisce un notevole interesse faunistico al Biotopo, interesse ulteriormente accresciuto dall'elevata altitudine della zona protetta, quasi 1000 metri, inusuale per questa fauna. Le specie più facilmente osservabili sono il germano reale (Anas platyrhynchos), la folaga (Fulica atra) e il raro svasso maggiore (Podiceps cristatus). In primavera ed in autunno questa zona tranquilla del lago offre possibilità di sosta e rifugio alle specie di passaggio nel corso delle migrazioni.

La rimanente parte dell'area protetta è costituita da un mosaico di prati paludosi più o meno invasi dalla cannuccia d'acqua, alternati a piccole aree con cespugli di salici (Salix, varie specie), boschetti e filari di ontano nero (Alnus glutinosa) ed ontano bianco (Alnus incana). Questo mosaico ambientale rappresenta una situazione estremamente favorevole per la fauna, poiché offre molteplici possibilità alimentari e di riproduzione per una notevole varietà di animali.

I prati umidi erano fino a non molti decenni fa in parte occupati da coltivazioni, soprattutto cavoli e patate, abbandonate per la scarsa produttività; a tutt'oggi si possono riconoscere sul terreno una serie di linee regolari che testimoniano la presenza dei vecchi appezzamenti. La natura ha in breve tempo riconquistato i suoi territori e le piante tipiche delle zone palustri hanno rioccupato la conca; tra queste le più comuni sono le carici (Carex, varie specie), che spesso crescono in grossi cespi.

Molto interessanti sono anche i corsi d'acqua che attraversano il Biotopo, tra cui vi è uno tra i principali immissari del lago. Sono ricetto di piante acquatiche di vario tipo, come la vistosa mazzasorda (Typha latifolia), e ospitano una ricca fauna invertebrata, che comprende anche il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes). In primavera questi corsi d'acqua, nei tratti di debole corrente, sono frequentati dal rospo (Bufo bufo) e dalla rana di montagna (Rana temporaria), che provenendo dai boschi vicini qui vengono ad accoppiarsi ed a deporre le uova.