Aree protette

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Aree protette - acqua
 

Notizie

  • 16.5.2019
    Il progetto Life+TEN selezionato per il premio europeo LIFE Award 2019
    Il progetto Life+TEN (Trentino Ecological Network), coordinato dal Servizio sviluppo sostenibile e aree protette della Provincia autonoma di Trento in partnership con il MUSE - Museo delle Scienze di Trento, è stato selezionato per il premio europeo LIFE Award 2019. Il progetto Life+TEN è stato selezionato assieme ad altri quattro progetti europei come best project nella categoria "Natura". I vincitori saranno annunciati il 16 maggio 2019 a Bruxelles.
     
  • 15.5.2019
    Ritornano le Giornate trentine della Biodiversità
    Anche quest’anno si festeggiano le "Giornate della Biodiversità". L’appuntamento della quarta edizione di “Il Trentino per la Biodiversità” è a Trento, dal 18 al 20 maggio, e in varie località delle aree protette del Trentino dai primi di maggio ai primi di giugno.
     
  • 4.4.2019
    Approvato il Piano della ricerca scientifica del Parco Adamello Brenta

    Una lunga lista di progetti per riportare il Parco ad essere un’eccellenza anche nel settore della ricerca.

     
  • 5.3.2019
    Convenzione per la gestione della biodiversità al Parco dello Stelvio

    Firmata a Milano la Convenzione quadro tra Trentino, Alto Adige e Lombardia relativa al monitoraggio, alla conservazione e alla gestione delle risorse naturali e della biodiversità nel Parco Nazionale.

     
  • 5.3.2019
    Parco Stelvio verso un turismo più sostenibile

    Dopo tutte le altre aree protette trentine, anche il Parco Nazionale dello Stelvio si candida alla Carta Europea del Turismo Sostenibile. Al termine di un percorso partecipato sui tre settori, è stata presentata la candidatura: 60 azioni da attuare nei prossimi 5 anni, per un valore complessivo di 5 milioni di euro. Qui tutte le azioni in dettaglio.

     

16. Paludi di Sternigo

Veduta Paludi di Sternigo
  • Tipologia: canneto lacustre e palude
  • Nome locale: Paludi
  • Nome topografico:
  • Comune: Baselga di Piné
  • Comprensorio: C.4 - Alta Valsugana
  • Quota media: m 975
  • Superficie: 24 ha circa
  • Principali motivi di interesse naturalistico: esteso bosco igrofilo di fondovalle; rara fauna delle zone umide (avifauna, Anfibi)
  • Delibera istitutiva

Il Biotopo "Paludi di Sternigo" si trova sull'altopiano di Pinè, a circa 20 km da Trento. Comprende l'estesa fascia di canneto che borda la riva settentrionale del Lago di Serraia, una piccola parte dello specchio d’acqua, oltrechè la conca paludosa che si trova alla testata del lago e ne costituisce il retroterra. Il Biotopo si colloca in un contesto paesaggistico ameno e suggestivo, le cui morbide linee sono il risultato dell'azione modellatrice dei ghiacciai del periodo quaternario, terminato circa 15.000 anni fa. Il ghiacciaio, che occupava tutta la vallata, ne ha lisciato i versanti e scavato il fondo, creando in questo modo la depressione che accoglie il Lago di Serraia.

Il Biotopo presenta una notevole varietà ambientale, dovuta al differente grado di umidità del suolo nelle diverse porzioni di territorio.


 
Veduta Paludi di Sternigo 2

Aspetti naturalistici

Il settore di zona protetta forse più importante è la sponda lacustre con la porzione di specchio d'acqua antistante.
La riva è bordata da una fascia di canneto, vegetazione fittissima composta dalla cannuccia d'acqua (Phragmites australis), Graminacea che cresce dove l'acqua è profonda solo pochi decimetri ma anche sulla terraferma, purché il terreno sia fradicio. Il canneto costituisce l'ambiente di nidificazione per alcune specie di uccelli acquatici la cui presenza conferisce un notevole interesse faunistico al Biotopo, interesse ulteriormente accresciuto dall'elevata altitudine della zona protetta, quasi 1000 metri, inusuale per questa fauna. Le specie più facilmente osservabili sono il germano reale (Anas platyrhynchos), la folaga (Fulica atra) e il raro svasso maggiore (Podiceps cristatus). In primavera ed in autunno questa zona tranquilla del lago offre possibilità di sosta e rifugio alle specie di passaggio nel corso delle migrazioni.

La rimanente parte dell'area protetta è costituita da un mosaico di prati paludosi più o meno invasi dalla cannuccia d'acqua, alternati a piccole aree con cespugli di salici (Salix, varie specie), boschetti e filari di ontano nero (Alnus glutinosa) ed ontano bianco (Alnus incana). Questo mosaico ambientale rappresenta una situazione estremamente favorevole per la fauna, poiché offre molteplici possibilità alimentari e di riproduzione per una notevole varietà di animali.

I prati umidi erano fino a non molti decenni fa in parte occupati da coltivazioni, soprattutto cavoli e patate, abbandonate per la scarsa produttività; a tutt'oggi si possono riconoscere sul terreno una serie di linee regolari che testimoniano la presenza dei vecchi appezzamenti. La natura ha in breve tempo riconquistato i suoi territori e le piante tipiche delle zone palustri hanno rioccupato la conca; tra queste le più comuni sono le carici (Carex, varie specie), che spesso crescono in grossi cespi.

Molto interessanti sono anche i corsi d'acqua che attraversano il Biotopo, tra cui vi è uno tra i principali immissari del lago. Sono ricetto di piante acquatiche di vario tipo, come la vistosa mazzasorda (Typha latifolia), e ospitano una ricca fauna invertebrata, che comprende anche il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes). In primavera questi corsi d'acqua, nei tratti di debole corrente, sono frequentati dal rospo (Bufo bufo) e dalla rana di montagna (Rana temporaria), che provenendo dai boschi vicini qui vengono ad accoppiarsi ed a deporre le uova.