Aree protette

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Aree protette - acqua
 

Notizie

  • 3.6.2019
    Via ai bandi PSR per il comparto aree protette

    Aperti i bandi per finanziare iniziative volte a migliorare la biodiversità dei fondi agricoli e ripristinare habitat favorevoli a flora e fauna e paesaggi agricoli tradizionali. Qui tutti i dettagli

     
  • 30.5.2019
    Il Parco Naturale Adamello Brenta Ŕ di nuovo "Unesco Global Geopark"

    Il Parco è stato confermato “Unesco Global Geopark” della Rete Globale dei Geoparchi UNESCO. Proprio in questi giorni, è stato reso noto il Report del Consiglio della Rete che assegna il cartellino “green” al Parco, convalidando il riconoscimento di Geoparco per i prossimi quattro anni.

     
  • 28.5.2019
    Nel Parco Adamello Brenta il workshop di fotografia di Surgiva e Mart

    Si è svolto nei giorni scorsi il workshop di fotografia proposto da Mart e Acqua Surgiva, nel Parco Naturale Adamello Brenta. Si tratta del primo progetto formativo nato dalla partnership tra queste importanti realtà trentine.

     
  • 27.5.2019
    A Pinzolo la nuova mostra del Parco Adamello Brenta "Montagne Verdi"

    Inaugurata la nuova esposizione del Parco Naturale Adamello Brenta "Montagne Verdi" che rimarrà allestita al Paladolomiti di Pinzolo fino al 20 agosto. La mostra si addentra con un percorso espositivo nell'ambiente dell'area protetta più estesa del Trentino raccontandone le peculiarità con approfondimenti scientifici.

     
  • 16.5.2019
    Il progetto Life+TEN selezionato per il premio europeo LIFE Award 2019
    Il progetto Life+TEN (Trentino Ecological Network), coordinato dal Servizio sviluppo sostenibile e aree protette della Provincia autonoma di Trento in partnership con il MUSE - Museo delle Scienze di Trento, Ŕ stato selezionato per il premio europeo LIFE Award 2019. Il progetto Life+TEN Ŕ stato selezionato assieme ad altri quattro progetti europei come best project nella categoria "Natura". I vincitori saranno annunciati il 16 maggio 2019 a Bruxelles.
     

37. Lago di Toblino

Veduta Lago Toblino

Il Lago di Toblino occupa il tratto terminale della Valle dei Laghi; questa venne percorsa, nell'era Quaternaria, da una serie di ghiacciai che la scavarono e la modellarono, conferendole una morfologia molto simile all'attuale e lasciando tracce tuttora evidenti del loro passaggio. L'azione dei ghiacciai Ŕ stata notevolmente favorita dalla presenza di rocce di tipo carbonatico, facilmente erodibili.

Il Lago di Toblino si Ŕ formato in seguito allo sbarramento della valle ad opera del conoide del fiume Sarca, un deposito dei materiali che il fiume stesso ha trasportato verso valle nel corso del tempo.

Nel 1951 entr˛ in funzione la Centrale Idroelettrica di S.Massenza, posta sulla riva settentrionale dell'omonimo lago, alla quale giungono, per mezzo di condotte forzate, le acque fredde e ricche di limo provenienti dai bacini di Molveno e di Ponte PiÓ. La massiccia immissione di queste acque nel Lago di Toblino ha determinato la diminuzione della temperatura e della trasparenza dell'acqua e il passaggio da una colorazione verde intensa ad una lattiginosa, mentre la sedimentazione dei materiali limosi provoca una lenta ma progressiva diminuzione della profonditÓ del lago.

 
Veduta Lago Toblino 2

Aspetti naturalistici

Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali e faunistici, la zona che comprende il Lago di Toblino ed i versanti boscati circostanti possiede un notevolissimo valore naturalistico.

La mitezza del clima permette la presenza di un paesaggio vegetale di tipo submediterraneo, in cui le boscaglie di caducifoglie termofile (con roverella Quercus pubescens, carpino nero Ostrya carpinifolia e orniello Fraxinus ornus) si alternano a fitti boschi di leccio (Quercus ilex), una quercia tipica degli ambienti mediterranei, caldi ed aridi. Alcune specie, come il lauro (Laurus nobilis), raggiungono qui il limite settentrionale del loro areale distributivo, conferendo alla conca di Toblino un notevole valore fitogeografico. Nella zona circostante il lago, inoltre, fruttificano piante coltivate tipicamente mediterranee come il rosmarino (Rosmarinus officinalis), il corbezzolo (Arbutus unedo), il limone (Citrus limon) e l'olivo (Olea europaea).

La vegetazione palustre e lacustre Ŕ scarsamente rappresentata e, nella zona settentrionale del lago, si presenta impoverita a causa della massiccia immissione di acque fredde provenienti dal Lago di S.Massenza.

La grande varietÓ di ambienti presenti nel Biotopo si riflette sulla fauna determinandone la notevole ricchezza e diversitÓ. Il lago ospita una ricca e varia fauna ittica e costituisce un'importante area di riproduzione per numerose specie di uccelli acquatici che nei canneti lungo le rive trovano rifugio e spazio per nidificare, come l'usignolo di fiume (Cettia cetti), il germano reale (Anas platyrhynchos), la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), la folaga (Fulica atra) e il raro svasso maggiore (Podiceps cristatus). Persino l'airone cenerino (Ardea cinerea) ha nidificato, approfittando del piccolo ma tranquillo isolotto prospiciente il castello, e nel corso degli anni ha costituito una cospicua colonia riproduttiva. Numerose sono le specie di uccelli che utilizzano lo specchio lacustre come luogo di svernamento o di sosta durante le migrazioni, anche in virt¨ del fatto che raramente le sue acque gelano completamente. Una ricca e varia fauna vertebrata trova rifugio e nutrimento anche nella fitta e rigogliosa vegetazione dei versanti che circondano il lago.